REPERTORIO



Di seguito sono elencate alcune tra le più significative esecuzioni del nostro repertorio:

LA GALOPA
Danza d’ingresso con la quale il “Gruppo Corale Folk I Campagnoli” di solito si presenta al pubblico.

VENEZIA
Questa canta rappresenta una filastrocca di canzoni che abbiamo preparato unendo diversi stornelli e motivi popolari come: Venezia, o mia Rosina, el me moro, le carrozze, la baracca, che senz'altro molti di Voi ricorderanno o riconosceranno sin dalle prime note.

DANZA RESIA
Danza Resia è una danza di origine slava, da noi rielaborata ed adattata, che sulla base di un ritmo preciso ed incalzante, unisce gioia, allegria e spensieratezza.

CANTO ALL'ADESE
Il fiume Adige è uno dei simboli più caratteristici della città di Verona. Nasce al passo Resia, sul confine Alto atesino, attraversa numerosi paesi e va a sfociare nell'Adriatico, ma lascia la parte più bella di se stesso (l'anima) in questa splendida città.

CARA MAMA
Nel brano che segue, viene riproposta una situazione familiare tipica d'altri tempi, ormai superata ai giorni nostri. Da una parte la figlia che desidera ardentemente prendere marito, dall'altra la madre che s'aggrappa ad ogni scusa pur di dissuadere la figlia. Questo è un tipico canto veronese nato agli inizi del secolo, che i Campagnoli presentano accompagnandolo con un balletto di loro creazione.

EL CARNEVAL SE NDA'
Questa è una delle tante versioni del "Frate Capucin", canto popolare molto diffuso nell'Italia Settentrionale e nel Veneto in particolare; la nostra versione ricalca abbastanza fedelmente il brano raccolto nella sua versione originale a Venezia. Fingendosi moribonda, la ragazza protagonista di questa canzone, trova il pretesto per incontrare il suo amato travestito da Frate.

LA VALSIVIEN
Il ballo in questione, nasce verso la metà dell'800 in ambienti borghesi ed entra di seguito a far parte della tradizione popolare. Nella versione che abbiamo raccolto può essere considerato un "Valzer / Mazurca". e semplificato in "VA - SI - VIEN" per le figure in cui si sviluppa la danza.

RAPSODIA DEL VINO
Nel repertorio dei Campagnoli non poteva certo mancare un omaggio, un tributo, alla bevuta più "amica" dell'uomo: un omaggio al vino, frutto genuino della nostra terra. Vino che allevia i malanni, e contribuisce a portare allegria e spensieratezza nella gente.

LA POLESANA
La Polesana, come suggerisce il nome, trae le sue origini dalle terre del Polesine. In questa versione, la parte cantata precede la danza e per questo aspetto assomiglia ad una "Vilota", ossia ad una canzone tradizionale Friulana.

OGNI SERA
E' il brano con il quale di solito i Campagnoli chiudono il programma delle loro rappresentazioni. Si tratta infatti di un insieme di stornelli popolari, raccolti assieme per salutare il pubblico e ringraziare i presenti della calorosa accoglienza che sempre si riceve.

SETTE PASSI
Questo ballo, di origine tedesca/slava (detto anche Siebenschritte) veniva eseguito nel basso Veneto, soprattutto in Polesine, negli anni prima della guerra. Risulta che questa danza viene ancora eseguita nelle comunità venete dell’Istria. Come canzone-a-ballo, fino a qualche anno fa, sopravviveva anche nel Trentino. Nella versione che Vi presentiamo la danza è accompagnata dal coro che intona la filastrocca “Cori bepi”.

MANFRINA DI CAMPOSILVANO
Ballo di coppia, ritmato sul passo della Polca, che si eseguiva anche nella zona di Camposilvano fino agli anni '50. La manfrina è la più ampia famiglia di danze dell’Italia settentrionale e di parte dell’Italia centrale. Dai primi dell’Ottocento la maggior parte delle manfrine si compone di più parti coreografiche, forse un tempo originali e distinte tra loro. Nel tempo si è assistito ad un proliferare di varianti, come se ogni comunità tendesse a elaborarne una propria forma.

I MISTIERI DE NA OLTA - LA MIA MAMMA MI DICEVA
Siamo lieti di presentarvi una brano composto mettendo assieme 2 cante diverse nella struttura, ma simili nei contenuti: l’amore e il concetto del “buon partito” per la figlia da “maritare” cioè da sposare! Nate ai primi del 900 come cante di compagnia che si cantavano per il gusto di stare insieme, fenomeno molto diffuso nella vecchia realtà contadina. Il soggetto che accomuna è la mamma che anche allora era molto premurosa cercando di consigliare al meglio le proprie figlie nella scelta dell’amato… che deve essere un “buon partito”, avere cioè un buon mestiere, redditizio ed essere anche di bell’aspetto.

IL MACELLAIO (E LA GHA’ L’OMBREL CHE ‘L PIOVE)
Una canzone veloce, schietta a volte maliziosa per narrare come, nel contesto della Verona di un tempo (e con le cadenze tipiche del dialetto veronese), un giovanotto che fa il macellaio vuole conoscere una graziosa signorina che passeggia civettuola con l’ombrello aperto perché piove. Vuole sapere dove abita e si fa bello della merce esposta sul bancone da… macellaio!

PICCHIA PICCHIA… LA PORTICELLA
è una canta che racconta di una storia d’amore . Racconta del rapporto tra una ragazza di modeste possibilita’ economiche e un giovane che dopo averla messa incinta viene condannato alla prigione: lei lo aspetterà e lo sposerà sicura di una vita futura con poche “richesse” ma con tanto amore.

MENACO’
Molto in voga nel 17° secolo, probabilmente il Menacò fu portato in Italia dalle truppe Napoleoniche. Nel tempo è stato arricchito da figure tipiche della danza popolare come la catena inglese rendendo l’insieme una danza allegra e spensierata.